CHAPTER IT-A

CHAPTER IT-B

CHAPTER IT-C

L'AUTUMNE

E' sufficiente comprare una grande moto per essere un grande viaggiatore ? Be si come no, cavoli , ho speso tutti quei soldi, ho destinato una parte importante dei miei risparmi a questo incredibile e fantastico gioco, si, sicuramente devo essere una grande viaggiatore... sguardo fisso davanti a me, cruise control sui 130, occhio vitreo e poco traffico nelle nebbie autunnali che avvolgono l'autostrada nelle prime ore del sabato mattina, e come al solito un turbinio di pensieri che mi ronzolano nel casco, quando finalmente il mio cervello inizia a carburare. Quelli sono i momenti dove riesco a creare, a riflettere, e a decidere, fuori dalle balle tutti, solo io e la mia moto, il lavoro a casa e il cellulare nel bauletto... eppure stamattina alle 5.00 non avevo mica tanta voglia di alzarmi, ho fatto suonare la sveglia 5 volte fino alle 5.25 quando finalmente mi sono deciso. D'altronde, se volevo sfruttare questi due giorni di tempo stupendo, qualche sacrificio andava fatto. Sarà, ma complice un giro trovato sul sito di un motoviaggiatore, ieri sera avevo pianificato una meta mai fatta, un percorso che prometteva molto bene: il VERCORS.

Alle 9.30 sono già in francia, 400 km sulle spalle, e a Nizza esco dall'autostrada e seguo per Digne les bains. Strade scorrevoli, mi scaldo in fretta e ogni tanto mi fermo a fare qualche fotina.E' ancora mattina quando oltrepasso il verdon, mi colpisce la totale differenza di traffico rispetto a noi, qui si viaggia bene, e anche i limiti sono consoni al percorso, non è difficile rispettarli.

A Les Mees mi godo lo spettacolo dei "penitents", delle rocce a picco sulla cittadella dall'aspetto molto inquietante. La tradizione dice che sono frati pietrificati per aver sedotto delle donne musulmane, ma dico io con tutte le tope francesi che ci sono, sti scemi vanno proprio a cacciare delle arabe, solo dei frati potevano fare una minchiata del genere.

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Riparto verso Sisteron, città molto bella posta di fronte a uno sperone roccioso veramente godibile. Le foto si sprecano.

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C'è caldo, mi fermo per un panino ma la voglia di moto è sempre lì in agguato per cui eccomi ripartire verso la mia meta, il vercors, una vallata con panorami spettacolari e strade talmente piatte che posso dedicarmi a guardare il panorama anche sui tornanti. Il col de grimone segna l'inizio di un percorso tortuoso che alterna colli e gorges, l'autunno regna incontrastato in queste vallate dal traffico inesistente, non ho mai visto tanti alberi rossi come oggi.

 

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Un colle dopo l'altro, col du rousset, col de la machine, ed eccomi arrivare ad un posto veramente sensazionale, che da solo vale tutto il viaggio, altro che le cinque del mattino : il combe laval. E' un cerchio di rocce col diametro di parecchi kilometri, io ci arrivo alle cinque di sera (oggi dev'essere il giorno del cinque..) col sole che illumina a cerchio la parte più alta delle rocce, veramente notevole.

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Scendo poi con grande calma e pace verso la zona del royans, e fiancheggiando il fiume isère raggiungo Grenoble, dove pernotto in uno degli ibis. La sera c'è vita in giro, io sono stanco, per cui dopo una mezza cenetta mi addormento subito.

La domenica mattina mi regala un cielo di sole e zero nuvole, parto con una meta fissa: la strada? No. Un bel passo alpino? No. UNA BOULANGERIE ziobaio. Ce n'è una ogni cento metri, mi fermo e mi sparo una delle loro super briosches che mi da una gran carica, visto che devo affrontare tale "col de la morte". Appena in cima fotografo un cartello che recita "COL DE LA MORTE - CAPITAL DE LA JOIE", bene , direi che sono nel posto giusto!

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La moto scorre pacifica tra le curve deserte di questi colli, e accompagnato da vasco e altre canzoni più o meno blasfeme decido che oggi è domenica e voglio santificare la giornata: mi inerpico per i 15 km che portano al santuario de la salette, che incastonato nelle vallate circostanti fa bella mostra di se. Tra camminatori di montagna e caprette che gironzolano in solitaria, mi aspetto la versione francese di Heidi che mi chiede un passaggio, ma non ho fortuna.

vercors 045Ridiscendo fino a Gap, dove butto giù qualcosa più per darmi uno stop che per fame. Massimo relax, ed eccomi pronto per il rush finale. Avanti verso il col de la bonette, 2.802 mt , il colle percorribile più alto d'europa , gran sole e freddo pungente ma solo gli ultimi kilometri, poi di nuovo sui 17 gradi, una vera goduria. Sono le 17, ho ancora 500 km da fare, ci sarebbe il col de la lombarde.... e il col di tenda.... Bevabbè, quelli li tengo per gunther, che sarà a casa ma che non s'azzardi a incazzarsi che quest'anno ne ha fatte di ogni.... Eccomi qui, ora sono a ventimiglia, e l'autostrada mi permette di ripiombare nei miei pensieri.... dov'ero rimasto... ah sì, la grande questione, il viaggiatore, la grande moto... no, direi che non è per niente sufficiente, la moto va bene, se è grande è più comoda ed è certo meglio, ma viaggiare, o ce l'hai dentro, o niente. Mi sono alzato presto, ho percorso parecchia strada e perchè no speso dei soldi, ma quello che ho visto, vissuto, mi ha ripagato abbondantemente delle lievi fatiche, e già sto pensando al prossimo giro 
Che poi non ho mai capito perché se ci si alza presto per lavoro, si va bene bisogna farlo, se ci si alza presto per diletto, no è vacanza e dormo.... Domani mi alzo alle 8.30...

Gunther